Ancora l’allattamento: quando, quanto e se (allattare)

cute infant breasting face, young mother breast feeding her baby over white

Non è la prima volta che scrivo sull’argomento. Perché è uno degli argomento sul quale, una mamma, indipendentemente da come e cosa fa, riceve tantissima pressione e critiche.

Latte materno o artificiale, sufficiente o meno, su orario o su richiesta, entro quale età, qualsiasi scelta prendi sarai sempre criticata, persino dagli uomini. Infatti ognuno crede di sapere meglio di te e non fa sfuggire le occasioni nel dirtelo.

Personalmente mi ritengo molto fortunata, il latte mi è arrivato il quarto giorno dopo il parto, giusto in tempo dopo un giorno di disperazione provocata dalle continue domande, frequenza minima 5 minuti, delle due grandi donne, mia mamma e mia suocera, le voglio bene entrambe.
Ansiose come sono, sono riuscite a destabilizzare persino una persona confidente e razionale come me.
Una volta arrivato il latte, la pressione si è spostata ma non diminuita, nuovi argomenti: “hai delle sostanze/quantità sufficiente?” e “ti durerà?” erano i nuovi tormentoni dei miei felici periodi di allattamento. Ma anche: “prende abbastanza?””orario o richiesta?” e domanda culmine: “per quanto tempo deve ciucciare a poppata!”
Considerando che mio figlio è nato più piccolo della media, 2740 gr, mia mamma e mia suocera, voci importanti in capitolo hanno allattato a me e a mio marito solo per il primo mese di vita e il mio pediatra diceva che il bimbo deve ciucciare per 10 minuti per seno, tutto il resto è un vizio, ho acquistato la bilancia, facevo la pesatura una volta al giorno e … stavo per ore con le tette per aria, perché il mio “ciucciondolo” ciucciava per ore, spesso e anche durante la fase leggera del sonno. La cosa che non mi pesava assolutamente, era che a casa avevo allestito un comodo angolo di allattamento, con di tutto e di più a portata di mano, e sono riuscita persino a creare delle bomboniere per la nascita e successivamente del battesimo di mio bambino.

I primi mesi il mio bimbo cresceva 350 grammi a settimana, ha raddoppiato il suo peso nascita ed era sempre bravo a non farmi i raghidi o alcun fastidio, si svegliava due volte a notte e faceva selfservice durante le ore notturne.

A tre mesi però ha preso la bronchiolite e siamo finiti all’ospedale per 2 lunghissime settimane durante le quali stava perdendo il peso, gli è stata messa la flebo e ciucciava 24 ore su 24.
I nuovi incubi in quel periodo erano: ” mio figlio non si è mai ammalato durante l’allattamento, sei sicura che gli trasmetti gli anticorpi?” “Sta perdendo peso, è il caso di passare all’aggiunta del latte artificiale?” “Quando ho cominciato ad aggiungere il latte artificiale, mio figlio ha smesso di attaccarsi al seno”. Siamo sopravvissuti, ho resistito alla voglia di dargli delle aggiunte, ma è stata una dura prova. Andavo a pesare il mio pupo di nascosto dagli infermieri e non dicevo a nessuno tranne, a mio marito che mi appoggiava in pieno in tutte le decisioni, delle mie preoccupazioni.
Ma non è finita li! Compiuti i sei mesi ,e passati allo svezzamento, anche quello andato benissimo, chiunque ha iniziato di dirmi che il mio latte non aveva più sostanze, è diventato il vizio, al lavoro hanno iniziato di insistere per farmi riprendere con le trasferte (l’ultima fatta all’ottavo mese di gravidanza). Inoltre il piccolo ha iniziato di frequentare l’asilo nido dove la mia decisione di non darli l’aggiunta del latte crescita non era ben vista da nessuno, su questa infatti alla fine ho ceduto, e adesso a 18 mesi appena compiuti lui lo sta assumendo anche se a quantità abbastanza ridotte e rigorosamente da un bicchiere.

Approssivativamente , verso il primo compleanno, passato il terrore che il latte mi poteva finire troppo presto, – tadam! MA NON MI DIRE CHE LO ALLATTI ANCORA?! Lo sai che fa male ai denti !! , sviluppo psicologico e nonsochealtroancora?!
Tutti, e quando vi dico tutti, intendo persino i colleghi maschi, e i semplici sconosciuti incontrati per caso, sanno meglio di me cosa fa bene e come trattare il mio bambino, “fa niente, fallo piangere, non può ciucciare la tetta fino a 20 anni!”
Di già!

Al lavoro la scusa di allattare per non andare in trasferta suscitava sempre più critiche e alla fine ho ceduto, una lunghissima trasferta di 4 giorni, è stata una dura prova per me, ma, a quanto pare il piccolo l’ha vissuta piuttosto bene. Al mio ritorno c’ è stata la tentazione di non darli più la tetta, ma i propositi sono svaniti al suo primo lamento e siamo di nuovo a pieno regime di mamma lavoratrice a tempo pieno.
Mio figlio va a periodi, quando si ammala la tetta la vuole sempre, altre volte di meno, ma quando si sveglia, torno a casa dal lavoro e lui dorme, è all’ordine del giorno e non da’ cenno di cambiamento.

Io vedo, altri bimbi sempre con il ciuccio in bocca, persino quelli grandicelli che lo tolgono per dire qualcosa e se lo rimettono, altri con le mamme determinate molti mesi dopo ancora alla ricerca della tetta perduta, poi vedo quelle che felicemente allattano in pubblico un bambino più grande del mio, e capisco che ancora non sono pronta a staccare questo legame così forte tra di noi, anche se non rinuncio più alle trasferte.
Voglio dire, è una cosa personale, riguarda la mamma e suo bambino e tutti gli altri, sono fuori dalla faccenda così intima e personale!

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