Ero una brava mamma prima di partorire

brava mamma

Ero una brava mamma prima di partorire.

Ho sempre avuto le idee chiare di come bisogna crescere i bambini, e guardando gli altri vedevo tutti gli errori da non ripetere, quando avrò mio figlio. I problemi di educazione sui bambini mi hanno affascinato da bambina, infatti non so perché non ho mai considerato di diventare una maestra una tata, o un educatrice.

So solo che, non sempre contenta di come mi crescevano i miei genitori, ho cominciato ad avere le mie ideepersonali su come bisogna fare ancora dalla tenera età, leggendo tra l’altro i libri sull’argomento già da quando avevo circa 9-10 anni, impressionante, non è vero?!Insomma, ero una brava mamma, prima che mi nascesse il mio primo e spero non ultimo pupo, tutto mioda educare e crescere secondo le mie teorie.

Giusto? Sbagliato! Di recente ho letto un bell’articolo di una tata inglese, secondo la quale siamo la generazione che non sa dire di no ai propri figli, mettere le regole e ricavare i propri spazi. Non chiedetemi cosa sono, non ne ho affatto! Nonostante a questo, oltre alla gioia di vedere il proprio pupetto sempre molto (TROPPO!) sveglio, una delle sensazioni prevalenti che vivo giornalmente, e credo che è comune nei genitori di oggi, è proprio il senso di colpa.

Perché lavoro troppo, perché non ho mai tempo a sufficienza da passare con mio figlio e giocare con lui, e non solo prendersi cura di lui come mangiare, vestire e pulire. Perché credo che si potrebbe  fare di più per lui, per la sua  dieta, per la sua salute, per la sua crescita e la sua felicità.Perché oltre ad essere convinta che nell’asilo, che frequenta da quando aveva 6 mesi, oltre al fatto di giocare e relazionarsi con gli altri bambini (il motivo perché lo porterei in asilo anche se non lavorassi) credo che riceve più stimoli per la crescita, una dieta più varia e forse anche più attenzione, in quanto non hanno bisogno di rispondere al telefono per lavoro, oppure controllare il telefono di frequente per gestire le mail urgenti quasi  24 ore su 24.

Le educatrici non devono pensare a cosa dare da mangiare alla famiglia oppure pulire la casa o metterla in ordine nell’orario libero dal lavoro e quindi il tempo che potresti dedicare a lui. Mi sento, io la manager da una vita e una neo imprenditrice e neo mamma, disordinata e poco organizzata, con le idee poco chiare e con un continuo sibilo della voce interna: “potevi gestire meglio il tuo tempo!”

Qualsiasi tattica prendo, assecondante o insistente, visti i risultati, mi sembra non adatta per il mio birichino vivace e intelligente, uno psicologo innato che, a differenza mia, sa sempre gestire la situazione! Non so se esistono i genitori sempre convinti di tutto ciò che fanno, io mi rassegno al pensiero che anche oggi ho cercato di fare del mio meglio e che domani migliorerò. Forse!

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