I terribili due anni

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I terribili due.

No, non i bambini, il nostro è ancora e tutt’ora uno solo. Ma si avvicina ai suoi 2 anni e sono terribili abbastanza. Non per niente che li chiamano così, i terribili due. Arrivano, o almeno così è stato per noi, qualche mese prima dell’età anagrafica, non so ancora quanto dureranno, ma quando arrivano, non puoi sbagliare: da un giorno all’altro e direi da un momento all’altro.

Tuo figlio, dolce e buono, un vero angelo dalla definizione di tutti, e persino dalle maestre dell’asilo (che lo conoscono a momenti meglio de noi) all’improvviso diventa un diavoletto dispettoso. La prima parola su tutto è “NO” succeduta da “IO” sempre e comunque. “VIA” è un’altra parola più utilizzata nel suo vocabolario (“MIO” abbiamo già superato da un pezzo) Il pianto FINTO accompagna qualsiasi richiesta che ha da fare, prima ancora che gli dici qualcosa, giusto come un metodo preventivo del tipo: “pensaci bene prima di negarmi qualcosa, questo è solo un antipasto!”

Spinte, botte, strilli e i dispetti vari sono all’ordine del giorno. Mangia? Via il piatto per terra quando non gli va più (il problema che un secondo prima mangiava come se non avesse mangiato da almeno una settimana!) Fa il bagnetto? Gli spruzzi dappertutto! L’obiettivo principale è di impadronirsi del tubo della doccia e indirizzarlo fuori della vasca, appunto, sul pavimento. Qualsiasi cosa fa, – l’obiettivo è quello di fare più dispetti possibili al secondo su un metro quadro! Sa bene cosa può fare e cosa invece no, ed il punto sta proprio qui. Cosa puoi fare?

Niente! Oppure proseguire con la tua linea di comportamento, lavando le manine quando si torna a casa anche se ogni volta è una tragedia come tutti i comportamenti quotidiani come pulire i dentini ecc.. Spiegandoli che non si fa, anche se te lo spiega lui stesso dicendo “kesto”, – segue un comportamento gradito, –  “zì2! “Kello”, segue un comportamento non gradito, – “gno”!Oppure, muovendo la manina con l’indice alzato: “Gno-gno-gno”, per dire che non si fa, giusto subito dopo averlo fatto e ancora prima che fai in tempo di reagire in alcun modo!Credo che ogni genitore ha i propri metodi, mio marito, per esempio, fa con lui i lunghi ragionamenti convincendogli di ubbidire, “comprando” il suo buon comportamento con qualche promessa (non sempre mantenuta). Mentre io finisco a fare le cose con il fermissimo “bisogna farlo” malgrado al pianto (FINTO) e strilli vari.

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