Asilo nido, tanti pro e pochi contro

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Asilo nido, tanti pro e pochi contro

Bisogna dire che sono sempre stata molto favorevole all’asilo nido, non per caso, che il mio pupetto c’è andato da quando aveva solo 6 mesi di età, – una scelta necessaria, in quanto i nonni stanno sempre la, i genitori di mio marito a due ore di macchina, i miei a 4 ore di volo (e 2 giorni di viaggio complessivo) ma la quale è stata vissuta molto positivamente. Non è che non avessi delle difficoltà (paranoie) della mamma che lascia il proprio cucciolo fuori dal proprio diretto controllo (le ho tutt’ora e ci convivo). Ma conosciuto il posto, le maestre e il personale in generale, il menu e le attività che svolgono, sono convinta che la mattinata passata in asilo gli fa più che bene al mio pargolo.
Lo vedo sveglio, autonomo e impara molto in fretta. I contro da prendere in considerazione sono decisamente la raccolta raffinata dei virus che porta a casa (spero solo che la collezione più completa è stata quella dell’inverno scorso e che non si ripresenterà).

Le cattive manierine varie, dalle spinte ai morsi, sia quelli che fa sia quelli che riceve, smorfie e suoni per lui divertenti, ma i quali non definirei con le “buone maniere”.
E… il fatto che impara tante cose, troppe! senza di me!
Mi accorgo giornalmente che mio figlio ha imparato qualcosa che ancora ieri non sapeva o non manifestava e, ahimè, non grazie a me. E questo mi fa vivere delle emozioni contrastanti, dalla sorpresa e orgoglio per il mio piccolo, a un leggero amareggiamento che non l’ha imparato con me.
Una delle paure, per fortuna mai manifestate è stata all’epoca quella che mio figlio farà i suoi primi passi in asilo, per fortuna è capitato quando eravamo in ferie Natalizie dell’anno scorso, ma giocando con lui nel pomeriggio dopo l’asilo mi rendo conto che sono tante le cose che impara in fretta e non con me.
Tengo una specie di conto aperto con l’asilo:
Le prime paroline, i primi passi, il primo calcio al pallone, il primo bacio – con me
i primi disegnini, la prima autonomia a tavola, i primi salti in alto, e tante (anche di quelle tengo un elenco mentale) paroline, in asilo. Sono contenta ed emozionata ogni volta che mi rendo conto che fa qualcosa che ancora ieri non faceva, ma nel mio cuore c’è anche un po’ di tristezza che queste cose non le abbia imparate da me.
L’unico modo di affrontarlo per me, è di contribuire quanto più posso al suo sviluppo e alla sua crescita. Perché so che ” mio figlio, non è figlio mio, è l’ospite nella mia casa, ma il suo avvenire è nel futuro”.

I vostri figli

… e una donna che aveva al seno un bambino disse: parlaci dei figli. Ed egli rispose:

I vostri figli non sono figli vostri…
Sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suo vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.

(Kahlil Gibran)

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