Le paure di una mamma. Viaggiare in aereo.

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Le paure di una mamma. Viaggiare in aereo.

Quando penso alla mia vita, non posso che non dividerla tra prima e dopo aver partorito.
Proprio così, nessun altro evento ha cambiato la mia vita così drasticamente e così naturalmente nello stesso momento, trasformandomi da una ragazza a una mamma. Il trasferimento in un altro paese, il matrimonio e nemmeno la gravidanza hanno avuto un impatto simile al parto e tutto quello che è succeduto. Avere il figlio mi ha cambiato tutte o quasi le mie convinzioni, pensieri, idee per non parlare del modo di vivere e voler vivere.

Da una ragazza spensierata, spontanea che vive alla giornata, ama viaggiare e divertirsi, una buona forchetta che non si tira mai indietro davanti ad una festa, o ad una nuova esperienza, mi ritrovo a chiedermi quanto è sano un alimento rispetto a un altro, se passo sufficiente tempo con mio figlio e se lo stimolo abbastanza, quanto sono salutari le mie abitudini e se viaggiare in aereo non fosse una roulette russa!

Ecco, diciamolo, il primo aereo l’ho preso a 3 anni e lo ricordo!, ho scelto un lavoro che mi permette di viaggiare abbastanza di frequente ( e l’ho sempre apprezzato), l’ultimo viaggio prima di partorire l’ho fatto modificando leggermente la data del presunto parto per non rimanere (e partorire!) all’estero (al ritorno). Nessuna paura di volare, se mai è diventata una routine.

Prima. Di. Partorire. Punto.

A malincuore ho ripreso a fare le trasferte prima di smettere di allattare (non so ancora quando lo farò), staccarmi da mio figlio già è stato tragico. Ma il pensiero di affrontare il volo mi stringe il cuore parecchi giorni prima del viaggio. Non aiutano le notizie, come nel caso recente dell’aereo russo con la bomba esplosa in volo con le 224 persone a bordo, tra cui tantissimi bambini, meglio non pensarci, appunto, devo partire fra qualche giorno.
Non è che prima gli aerei cadevano di meno, mi era capitato diverse volte di volare subito dopo o addirittura (come anche in questo caso) scoprendo all’aeroporto le notizie di aerei caduti, ma adesso è diverso.

Faccio il segno della croce e anche se mi tengo occupata durante il volo (leggo, scrivo, faccio i piani e sviluppo delle idee nuove) tiro un grande sospiro (da sopravvissuta) quando l’aereo atterra. Non è che è l’unico pericolo che ci aspetta nella vita, anzi, dicono che la possibilità di morire in una catastrofe aerea è pari al … (raccontatela alla vostra nonna!), le possibilità sono sempre al 50% o ti succede o no!
Con questo voglio dire che quando dalla tua vita, per quanto già possa essere importante per te e per i tuoi cari, dipende una (o più) piccola creatura, ci pensi mille volte non solo prima di fare qualche attività estrema (come lanciarsi dal paracadute, un sogno da ragazza, un “ma che siete matti” da mamma) ma anche prima di prendere un aereo, oppure, in virtù di quanto è emerso ultimamente, mangiare una bistecca.

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